LA CULTURA DELL’OLIO · ARCHITETTURA RURALE · FAICCHIOPrenota una visita
ANTICO FRANTOIO PETRUCCIFAICCHIO · BENEVENTO
LA TRADIZIONE OLEARIA · IL PROCESSO

Dall’oliva
all’olio.

Un itinerario attraverso gli strumenti e i gesti che animavano il frantoio.

IL SAPERE DEI FRANTOIANI

Quattro gesti, un’antica arte.

Il documento «Descrizione» racconta il funzionamento della macina e del torchio. Le fotografie mostrano i macchinari effettivamente presenti nel frantoio.

Antica macina in pietra azionata tramite un apparato ligneo
La macina in pietra, fotografia reale
01 / MOLITURA

La macina in pietra.

La rotazione della macina era ottenuta grazie alla trazione animale, normalmente di un asino legato a una trave di legno. La forza motrice permetteva di schiacciare le olive e ottenere la pasta da lavorare successivamente.

Una tecnica che trasformava il moto dell’animale in energia meccanica, prima della diffusione dei moderni macchinari.

Torchio in legno con vite di ferro e contenitore per le olive
Il torchio tradizionale, fotografia reale
02 / PRESSATURA

Il torchio a vite.

La pasta di olive veniva sottoposta alla pressione del torchio. Un palo in legno inserito nella vite in ferro serviva a manovrare il meccanismo e a esercitare forza sulla massa da spremere.

Ne fuoriusciva un liquido composto da olio e acqua di vegetazione, convogliato in un sistema di raccolta.

Dettaglio delle ruote in pietra della macina del frantoio
Dettaglio della macina del frantoio
03 / SEPARAZIONE

La separazione naturale.

Secondo la descrizione ricevuta, il liquido veniva raccolto in un pozzo esterno, dove la separazione avveniva per affioramento: l’olio, più leggero, risaliva al di sopra dell’acqua e poteva essere prelevato.

Questa fase richiedeva pazienza e conoscenza pratica dei tempi di decantazione.

Portale in pietra che conduce all’Antico Frantoio Petrucci
Il frantoio come luogo di lavoro e conservazione
04 / CONSERVAZIONE

Terracotta e “pile” di pietra.

L’olio poteva essere conservato in contenitori di terracotta o in recipienti di pietra, localmente denominati “pile”. Le capacità variavano da poche decine di litri fino a quantità molto maggiori.

I recipienti conservavano il prodotto della molitura e costituivano parte integrante degli strumenti di un frantoio tradizionale.

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